Disaffezione dalla carne, cosa fare?

21.08.2019

Come ben sappiamo, il consumo di carne viene messo in dubbio dagli ambienti più svariati, con metodi martellanti e per i motivi più disparati.

Spesso a questo proposito vengono citati in modo poco differenziato, seguendo lo schema del nero e del bianco, temi come veganismo/ vegetarianismo, benessere degli animali, ambiente/clima oppure alimentazione/salute/malattia. Appare evidente che simili prese di posizione cor­ris­pondono solitamente ad una conoscenza parziale o del tutto assente in merito all’origine e ai metodi di produzione della carne come alimento: un dato di fatto che, nella nostra società del lusso, non emerge unicamente nelle regioni urbane e nei rispettivi agglomerati, bensì sempre più spesso anche nelle regioni di campagna. Facendo autocritica, occorre dire che il suddetto effetto viene ulteriormente rafforzato dalle immagini eccessivamente bucoliche veicolate dalla pubblicità, che inducono le consu­matrici e i consumatori poco informati a porsi delle domande non appena capita loro di gettare uno sguardo alla realtà. Singoli eventi come le giornate delle porte aperte, i corsi per le grigliate e per fare le salsicce dimostrano regolarmente che molti clienti hanno un grande interesse per un’informazione aperta e onesta, basta offrire loro le relative opportunità! Nonostante il fatto che organizzare questo tipo di eventi per i clienti solitamente non è redditizio, vale comunque la pena di farlo sia per i clienti esistenti sia per conquistarne di nuovi, ma anche per le potenziali nuove leve e per favorire la compren­sione della carne come alimento. A tale scopo devono essere coinvolti tutti i livelli della filiera, indipendentemente dalla loro grandezza, cioè dal contadino al commercio, passando per i macellai, il commercio al dettaglio e la ristorazione, con attività dedicate. Oltre a ciò sono necessarie anche delle proposte più generiche, ad esempio la cam­pagna pubblicitaria «Carne Svizzera – la raffinata differenza» di Proviande. Se tutte queste misure saranno sufficienti per poter contrastare efficacemente la disaffezione del pubblico dalla carne si vedrà soltanto in futuro. Perciò le buone idee, grandi e piccole, sono sempre le benvenute!

Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC

 
 
 
 
Elis Welti, Capo Comunicazione e sost. direttore UPSC
 
 
 
 
 

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